Vi racconto Mangone: la sua storia e la sua gente

La Sila, l’immensa selva bruzia, regno assoluto dei lupi, impenetrabile ed invivibile per la fitta rete di pini da cui si ricavava nobile legname per la costruzione di navi da guerra, è stata sempre meta di conquista. Furono i romani a saper sfruttare totalmente questo immenso tesoro, rendendo la marineria di guerra invincibile.

Il nostro  poeta e scrittore Don Eugenio Serravalle , nel suo “Per la Calaria e per l’Italia” afferma che i romani spedirono circa 300.000 prigionieri siro-caldaici in tutto il territorio bruzio per pattugliare la Sila, aver cura delle strade di notevole importanza, difendere con presidi i pini silani.

Uno di questi presidi sorgeva proprio nel nostro territorio, alle sorgenti del piccolo fiume “Chiavico”. Infatti in questo luogo sono stati rinvenuti i resti di una stazione militare, e tra questi un maschio di un mulino da campo.  

Queste sono le esigue notizie della Mangone antichissima. I primi insediamenti umani stabili nel territorio si ebbero a causa delle vicissitudini politiche-storiche della città di Cosenza.

150661_404220169656048_1486680278_nLa città, arroccata a ridosso dell’altopiano silano, è stata sempre protetta dalle incursioni saracene che si verificarono tra l’ottocento e novecento d.C. Nel nome di Allah queste incursioni divennero assidue da parte dell’esercito saraceno che decapitarono, saccheggiarono e portarono sconforto e rovina a Cosenza che ne fu profondamente segnata.

Nel 975 i saraceni, con al comando l’emiro Abucassino, avanzarono fino alle porte della città con ferocia inaudita causando la fuga di molti nobili, tra questi i Mangoni, verso i propri possedimenti. Tra gli scampati al pericolo ci fu Giovanni Mangoni che si rifugiò nel suo feudo dove erano già esistenti poche case coloniche che servirono per dar rifugio alla sua famiglia e agli amici. Queste abitazioni furono edificate da Valerio Mangoni nell’870 d.C. e nel 914 d.C. in seguito alle precedenti invasioni saracene guidate da Mohamed Cufegia prima, e da Abstrale poi alla città di Cosenza. Questo luogo assunse una notevole importanza per la sua posizione strategica, in quanto consentiva ai fuggitivi di nascondersi nella vicina Sila quando difendersi riusciva impossibile.

Ed è in questo periodo dal 975 al 986 che fu dato a tale Casale il nome di Mangone.  17410264_10210752367876752_960975298_nIl piccolo borgo di Mangone, comune della provincia di Cosenza che a settembre ospiterà l’evento #Ricoglitive maggiori informazioni sulla pagina ufficiale Comune di Mangone

La storia continua…

 

 

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