La Sagra della Pitta ‘mpigliata è una delle manifestazioni più caratteristiche della Sila cosentina, un evento che celebra un dolce tipico della tradizione calabrese, nato nel cuore di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza.
La pitta ‘mpigliata, o “pitta ‘nchiusa”, è un dolce antichissimo, legato alle feste natalizie e ai matrimoni, preparato fin dal Settecento secondo una ricetta tramandata di generazione in generazione. Il suo nome deriva dal termine “pitta”, che in dialetto indica un impasto di pane o dolce arrotolato e farcito, mentre “’mpigliata” significa avvolta o intrecciata.
Questo dolce racchiude tutto il sapore della Calabria: un guscio di pasta sottile a base di farina, olio e vino bianco, che racchiude un ripieno ricco di noci, uvetta, miele, cannella e scorze d’arancia. Durante la sagra, la sua fragranza riempie le vie del borgo, creando un’atmosfera calda e festosa.
Quando si svolge la sagra
La Sagra della Pitta ‘mpigliata si tiene ogni anno nel periodo natalizio, generalmente tra dicembre e gennaio, quando San Giovanni in Fiore si illumina di decorazioni e mercatini.
È un evento che unisce religione, gastronomia e tradizione popolare, richiamando turisti da tutta la Calabria e dalle regioni vicine. Il clima invernale della Sila, con la neve che spesso imbianca i tetti del borgo, rende l’atmosfera ancora più suggestiva.
Come nasce la sagra
La sagra nasce dall’idea di valorizzare un patrimonio gastronomico locale e far conoscere un dolce che rappresenta la storia e l’identità del territorio. Le famiglie sangiovannesi hanno tramandato per secoli la ricetta originale, custodendo gelosamente ogni dettaglio della preparazione.
Negli anni, la manifestazione è diventata anche un momento di promozione turistica e culturale, con un programma ricco di eventi che coinvolge scuole, associazioni e artigiani locali.
Le degustazioni e gli stand gastronomici
Durante la sagra, le piazze e le vie principali del centro storico di San Giovanni in Fiore si riempiono di stand gastronomici dove è possibile degustare la pitta ‘mpigliata in diverse varianti, insieme ad altri dolci tipici della tradizione calabrese come:
- i turdilli, ricoperti di miele;
- le scalille, intrecciate e fritte;
- i mostaccioli, speziati e profumati;
- e i biscotti al vino, tipici delle feste natalizie.
Non mancano i prodotti salati locali: salumi silani, formaggi, vino rosso e pane casereccio, che completano un percorso enogastronomico autentico e genuino.
Spettacoli e tradizioni popolari
La Sagra della Pitta ‘mpigliata è anche un grande evento culturale. Durante i giorni della festa si tengono spettacoli musicali, concerti di zampogne e tamburelli, balli popolari e rievocazioni storiche.
Molti visitatori partecipano ai laboratori di cucina tradizionale, dove le donne del paese mostrano come si prepara la pitta secondo la ricetta originale, spiegando i segreti dell’impasto e della cottura.
È un’occasione per riscoprire la vita di comunità e il valore della manualità, in un’epoca in cui la tradizione rischia di essere dimenticata.
La pitta ‘mpigliata: simbolo di amore e prosperità
Nata come dolce delle nozze, la pitta ‘mpigliata veniva preparata dalle famiglie come augurio di felicità e abbondanza agli sposi. Il suo intreccio di pasta simboleggia l’unione e la continuità, mentre gli ingredienti ricchi di miele e frutta secca rappresentano dolcezza e prosperità.
Con il tempo è diventata un dolce tipico delle feste natalizie, ma la sua presenza alle celebrazioni familiari e religiose è rimasta viva, segno di un legame profondo con la cultura silana.
Il legame con San Giovanni in Fiore e la Sila
San Giovanni in Fiore, conosciuta per la sua Abbazia Florense fondata da Gioacchino da Fiore, è un luogo che custodisce una storia millenaria e un forte senso di appartenenza. La sagra diventa quindi anche un modo per valorizzare il patrimonio artistico e naturale del territorio.
Durante i giorni della festa, i visitatori possono visitare l’abbazia, i musei locali, le botteghe artigiane e i panorami innevati della Sila Grande, tra i più suggestivi d’Italia.
L’impatto turistico e culturale
Negli ultimi anni la Sagra della Pitta ‘mpigliata è diventata un appuntamento fisso per chi ama la cultura gastronomica calabrese.
Oltre ad attrarre turisti, contribuisce a sostenere l’economia locale, promuovendo i prodotti tipici e le attività artigianali della zona. Le associazioni e le scuole del territorio partecipano attivamente, trasformando la sagra in una festa collettiva di comunità.
L’evento si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione della Sila come destinazione turistica enogastronomica, insieme ad altre manifestazioni legate ai prodotti locali come il miele, il vino e il caciocavallo silano.
Come partecipare alla sagra
Raggiungere San Giovanni in Fiore è semplice: si trova nel cuore della Sila, a circa un’ora di auto da Cosenza e Crotone. Durante la sagra, il centro storico è chiuso al traffico e interamente dedicato ai pedoni.
È consigliabile prenotare con anticipo una sistemazione, poiché il borgo registra il tutto esaurito nei giorni di festa. L’atmosfera invernale, le luci natalizie e il profumo della pitta appena sfornata rendono l’esperienza unica e indimenticabile.
